I quaderni di William Turner

L'artista inglese ha riempito decine di taccuini durante i suoi viaggi in Italia, e la Tate li ha digitalizzati tutti: ecco una piccola selezione

Uno degli artisti che più frequentarono l'Italia fu senza dubbio il pittore inglese William Turner. Nel 2012 la Tate ha presentato il progetto per digitalizzare i taccuini, tantissimi, su cui Turner disegnava, schizzava, provava l'acquerello o altre tecniche durante i suoi viaggi. Sono decine di quaderni e migliaia di disegni, in cui l’Italia compare molte volte (solo per Venezia ci sono 550 pagine!).

Turner mette piede per la prima volta in Italia a 27 anni, nel 1802, ma in realtà è solo una capatina in Val d’Aosta, in una breve tregua delle guerre napoleoniche. Commenta John Ruskin, che per un po’ si mise a catalogare tutti i quaderni di Turner:

Turner era rimasto molto colpito dalla piattezza della pianura in cui Aosta è costruita, nel mezzo delle Alpi. Ha avuto difficoltà insolite a evidenziare questa caratteristica, e a mostrare la sua classicità in opposizione alle selvaggi vette svizzere sopra. Ricordate, questa era la prima volta che vedeva l’Italia.

Per visitare davvero l’Italia Turner deve aspettare il 1819, quando ormai Napoleone è a Sant’Elena e le guerre in Europa sono finite. Lui invece ha 44 anni ed è un artista affermato. Il viaggio lo vede entrare dal Moncenisio, passare da Torino, Milano, visitare i vari laghi italiani per poi spostarsi a Verona, Padova e Venezia. Scendendo da Bologna, Ancona e attraverso l’Umbria, arriva a Roma e poi a Napoli. Si spinge fino a Paestum prima di risalire facendo tappa a Perugia, Arezzo e Firenze. Il tutto dal luglio 1819 al febbraio del 1820.

Nei suoi quaderni Turner è davvero di poche parole (a differenza di quanto avevamo visto per Paul Klee, che nel suo diario italiano non disegnava mai ma scriveva un sacco). Ecco un’eccezione per quanto riguarda il suo passaggio nelle Marche:

Da Loreto a Recanati | il colore delle colline […] le olive, la loro luce | quando il sole splende grigio e fa diventare il terreno grigio verde rossiccio | ora lontano verso il viola, il mare molto blu, sotto il sole | un vapore caldo dal sole blu mitiga le ombre dell’ulivo scuro mentre il fogliame chiaro o nel complesso quando in ombra un grigio calmo. Bel verde scuro tuttavia caldo. Gli alberi in mezzo a tratti un po’ blu. Molto lontano l’acquedotto rossiccio, primo piano grigio chiaro.

Impressionante, vero? Ecco un uomo che pensa a colori.

Negli anni successivi Turner viaggia ogni anno su e giù per l’Europa, soprattutto in Gran Bretagna e in Francia. È di nuovo a Venezia nel 1833 e ancora, per un’ultima volta, nel 1840, a 65 anni.


P.s.: Per approfondire consiglio vivamente questa lezione su Turner tenuta dalla storica dell’arte Anna Torterolo, per il ciclo “Percorsi d’arte” della Mediateca Santa Teresa della Biblioteca Braidense di Milano.