Tre fumetti
Vengono tutti dalla Svizzera ed è probabile che non ne abbiate mai sentito parlare
Qui sotto un aggiornamento sulle mie condizioni psico-fisiche, visto che questa newsletter è saltata per qualche settimana (perché in effetti sono alle prese con un “prossimo libro” non semplicissimo per me):
Un paio di settimane fa sono stato in Svizzera, a Lugano, al festival Innovacomix. C’ero già stato un anno e mezzo fa in veste di autore, stavolta invece il mio compito principale è stato quello di moderare incontri di altri autori e autrici… che posso dire, ogni tanto la mia metà giornalistica viene fuori e vuole essere soddisfatta (ho anche scritto un testo per la mostra Storie per chi non è ancora diventato grande di Manuele Fior). Tra i vari fumetti che ho avuto l’occasione di leggere in qualità di moderatore ne ho scelti tre: sono tutti svizzeri e non credo che se ne sia mai sentito parlare in Italia, quindi ho pensato di scrivere qualcosa io, se siete curiosi di sapere cosa succede dall’altra parte delle Alpi.
Louise di Dinah Wernli
Normalmente Louise non lo definiremmo tanto un fumetto ma un libro illustrato, anche se l’autrice Dinah Wernli mi ha detto che per lei questo è proprio un fumetto: le sue illustrazioni (in realtà dipinti) si accompagnano a un testo essenziale e l’impaginazione, con grandi tavole bianche che separano i disegni, dà un ritmo che può richiamare quello di un fumetto. Ma quel che mi ha colpito di più è l’idea di partenza. La Louise che dà il titolo al libro è Louise Grütter, una contadina/domestica che posò varie volte per il pittore svizzero Cuno Amiet (ad esempio qui). Come per tante altre donne ritratte nella storia dell’arte, da Monna Lisa in giù, di Louise non sappiamo quasi nulla, così Dinah ha provato a immaginare e a ricostruire la sua vita. Un’esistenza comune per una donna di inizio ‘900, fatta di lavoro nei campi e nell’aia, di panni stesi e di bambini di cui prendersi cura. A scuoterla sono proprio quei momenti in cui Louise posa per il pittore (che non compare mai), quando diventa un’altra, intravede altre possibilità, senza che l’artista se ne renda nemmeno conto. Louise è pubblicato (in tedesco) da Edition Moderne.
Certifié humain di Dora Formica
Quando Dora sente parlare per la prima volta di intelligenza artificiale cade letteralmente dalle nuvole. È una minaccia? Che fine farà il suo lavoro da illustratrice e fumettista? È questo il pretesto per iniziare il viaggio raccontato in Certifié humain, alla ricerca della parte più speciale e umana di chi fa del disegno il proprio lavoro. Dora parte per incontrare vari artisti nel cuore dell’Europa, tra Svizzera, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Francia. A ognuno chiede un parere sull’intelligenza artificiale, ma soprattutto si fa raccontare come lavorano, come mescolano manualità e tecnologia, si ferma a disegnare i loro atelier e gli oggetti che li popolano. Tra i tanti intervistati/e ci sono alcuni nomi abbastanza noti anche al pubblico italiano, come Martin Panchaud (Il colore delle cose, Coconino Press 2023) e Camille Jourdy (Juliette, Oblomov 2023). Il momento più toccante del libro è quando Dora intervista suo padre Marc Taraskoff, anche lui illustratore, scomparso diversi anni fa, ma, come dice Dora, “nel fumetto tutto è possibile, anche parlare con i morti!”. Andiamo allora alle radici del mestiere, in una famiglia dove si disegna per lavoro da quattro generazioni, da molto prima della rivoluzione digitale. E incontriamo Dora bambina che all’alba accompagna il padre nella redazione di un quotidiano e lo guarda realizzare un ritratto in poche ore. Le interviste realizzate da Dora sono diventate anche un podcast audio e si possono ascoltare qui (in francese). Certifié humain è pubblicato da Helvetiq.
Présence de la mort di Karen Ichters
Per un incidente avvenuto nel sistema gravitazionale, la Terra cade rapidamente verso il sole, gli si avvicina per fondersi nuovamente con lui.
Questo è in breve lo spunto di un romanzo che non conoscevo: Présence de la mort, scritto dallo svizzero Charles Ferdinand Ramuz nel 1922. La fumettista Karen Ichters lo ha ripreso e adattato a fumetti, scoprendo che si tratta di un’opera di straordinaria attualità. Ai tempi di Ramuz non si parlava affatto di riscaldamento globale, ma nel suo romanzo le conseguenze di quell’incidente gravitazionale sono le stesse: fa sempre più caldo. Questa particolare fine del mondo però avviene in riva a un lago, il lago di Lausanne, e gli abitanti la affrontano con una certa compostezza, almeno inizialmente. Molti in effetti non ci credono, non vogliono saperne o pensano che non li riguardi - del resto la notizia arriva dagli Stati Uniti, ritenuti inaffidabili, e da giornali sempre alla ricerca di nuovi modi per vendere più copie. È un po’ come Don’t look up, solo che qui è la Terra che cade verso il sole e non una meteora che cade verso la Terra, e i protagonisti sono svizzeri invece che statunitensi. Nonostante questi scontri cosmici si potessero prestare bene al colore, Karen Ichters ha scelto invece la via opposta e racconta tutto in un bianco e nero molto netto, minimale ed elegante. Présence de la mort è pubblicato da Helvetiq.
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In questa newsletter trovi disegni e anche tavole complete, seppure ancora in versione provvisoria. Ma sono all’inizio di un nuovo progetto, mi fa piacere condividere quello che sto facendo, anche per capire cosa ne pensano le altre persone. Se ti piace quello che faccio qui, ci sono diversi modi per sostenere il mio lavoro.
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Veramente bello (come sempre) e stimolanti libri, grazie!
Magnifico pezzo e mi hai fatto conoscere autori molto interessanti, grazie